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Lungo sopravviventi

Disfunzioni urinarie

 

Le disfunzioni urinarie o minzionali comprendono svuotamento incompleto, urgenza Improvviso, irrefrenabile desiderio di urinare, difficile da rimandare nel tempo, incontinenza da stress, perdita di sensibilità della vescica.
Le complicanze minzionali si manifestano frequentemente dopo gli interventi all’addome e consistono principalmente nella ritenzione o nell’incontinenza urinaria.

La ritenzione urinaria può avere fra le sue cause la denervazione vescicale, il trauma della vescica e dell’uretra, la lesione del pavimento pelvico, la presenza di ostruzione vescicouretrale (preesistente all’intervento).
La perdita completa dell’innervazione causa l’annullamento di sensibilità e motilità del muscolo detrusore (muscolo del pavimento pelvico che permette di svuotare la vescica normalmente) e conduce alla cosiddetta “vescica neurogena di tipo autonomo”.
Ne consegue che il paziente può urinare solo con l’ausilio del torchio addominale contrazione concomitante di tutti i muscoli dell’addome e del diaframma che favorisce l’espulsione delle feci e dell’urina e con la pressione manuale sull’ipogastrio, la regione addominale situata sotto l’ombelico.
Nel caso in cui il paziente non riuscisse a urinare spontaneamente, è necessario il posizionamento di un catetere vescicale.
Nella maggior parte dei casi il deficit è parziale, ed è quindi possibile il recupero della funzionalità vescicale, non appena superato il trauma.
Dopo una prima fase di ritenzione, e solo quando la vescica è notevolmente distesa, ricompare lo stimolo a urinare, anche se di intensità minore. E’ importante quindi istruire il paziente a urinare a intervalli regolari, valutando il bilancio di liquidi giornalieri (volume di liquidi assunti e la quantità giornaliera di urine), e controllando periodicamente il residuo vescicale e la sterilità delle urine, per evitare l’insorgenza di infezioni. La prognosi è generalmente buona.

L’incontinenza può essere di due tipi: da stress o da urgenza. Su di essa incidono diversi fattori, legati a danni delle fibre nervose, e la presenza di residuo vescicale e di infezioni urinarie (con disuria difficoltà nell’emissione di urine e pollachiuria emissione, con elevata frequenza, di piccole quantità di urine).
In entrambi i casi è fondamentale che la diagnosi sia precoce, per evitare possibili disfunzioni dei reni e poter impostare rapidamente il trattamento più idoneo. La riabilitazione, che offre buone possibilità di successo, consiste nella rieducazione dei muscoli del pavimento pelvico attraverso la chinesiterapia, l’elettrostimolazione ed il biofeedback, per migliorare il controllo volontario della continenza.

 

Dott.ssa Isabella Garassino

Assistente Istituto Clinico Humanitas (ICH)

 

 


ultimo aggiornamento: aprile 2013